Non Residenti – Lotta all’Evasione

In Spagna, nel 2015 é stata rivista tutta la normativa fiscale e contestualmente abbiamo osservato un forte inasprimento dei controlli da parte degli Enti Tributari Spagnoli. Si può dire che, oggi, anche in Spagna la lotta all’evasione fiscale é diventata prioritaria. Con che mezzi? Vediamone alcuni che possono riguardare anche Lei.

Banche – Quando si apre un conto corrente, oltre a nome e cognome, si forniscono altri dati, alcuni dei quali, con valore fiscale: Paese di residenza, attività lavorativa, stato civile, ecc. Il cliente si impegna, inoltre, a comunicare qualsiasi variazione nel futuro. Quando i movimenti bancari non concordano con i dati in suo possesso, la banca è obbligata per Legge ad adeguarli. Per esempio, l’ingresso di una pensione è perfettamente adeguato a chi si registra come pensionato. Al contrario, l’incasso di altre somme, per esempio affitti turistici, non è giustificato se non si presenta alla banca l’iscrizione della Vivienda Vacacional. Molti dei nostri clienti hanno giá ricevuto lettere dalla loro banca spagnola in cui si chiedono documenti che dimostrino l’apertura di un’attività economica o di affitto oppure le dichiarazione dei redditi del Paese di residenza. In caso di non ricevere questi documenti, la banca dovrà bloccare il conto ed avvisare l’Agenzia delle Entrate. Se ha ricevuto tale lettera o la riceverà, semplicemente fornisca alla banca quanto le richiedono.

Banche-dati condivise – Una delle difficoltà nella lotta all’evasione, è sempre stata la frammentazione dei dati dei contribuenti, dati suddivisi in moltiplici Enti Pubblici. L’informatizzazione sta eliminando questa difficoltà, permettendo ad un Ente di accedere ai dati contenuti in altri Uffici Pubblici. Ad esempio, in questi ultimi mesi abbiamo osservato che l’Agenzia delle Entrate ha intrecciato i propri dati con quelli dell’ufficio del Catasto. Se possiede degli immobili e non ha mai presentato i modelli 210, è probabile che riceva un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate che le impone di presentarli entro 10 giorni.

Anagrafe fiscale –  Come immaginiamo Lei sappia, in Italia i coniugi devono presentare due dichiarazioni separate e individuali per dichiarare i propri redditi. Al contrario, Spagna, fino ad ora ha accettato “bonariamente” che uno dei due coniugi presentasse un unico modello 210 anche in nome dell’altro. A parte che, per riconoscere questo diritto, è assolutamente necessario mantenere attualizzata, attraverso il modello 030, la situazione della famiglia nell’anagrafe fiscale, questa pratica spagnola sta provocando l’impossibilità di comparare le informazioni fiscali con lo Stato di residenza del contribuente. Per questo motivo, utilizzando i dati ricavati dal Catasto, sono cominciati ad arrivare accertamenti al coniuge “occulto” affinchè paghi le imposte degli ultimi quattro anni con il modello 210. È vero che le imposte sono già state pagate dall’altro coniuge, però bisognerá dimostrarlo con un ricorso oppure pagarle per chi non l’aveva fatto, richiedendo il rimborso del 50% di quanto versato dall’altro.

Alla luce di queste ed altre novità, si invitano i clienti a valutare bene come procedere in futuro con la loro relazione con il fisco spagnolo. Si ricorda che quest’ultimo opera in collaborazione e situazione di interscambio di informazioni con gli altri Paesi Europei. Pertanto, tutti i Paesi devono adeguarsi alle regole europee e non possono più mantenere comportamenti “permessivi” con i contribuenti, soprattutto quando questi sono stranieri e i Paesi devono rendere conto allo Stato di residenza.

Il nostro ufficio resta a disposizione per maggiori informazioni e consigli sul come sistemare eventuali situazioni irregolari.

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