Maggio, 2017 – Il Consulente Fiscale

ViviTenerife: Oggi vuole parlarci del suo lavoro?

Giovanni Comoli: Sì, ma solo sull’opinione generalizzata che le persone hanno di chi fa il mio stesso lavoro.

VT: Come la vede?

GC: Come se fossimo un elemento di “fastidio” invece che utili collaboratori.

VT: E questo la disturba?

GC: Mi sorprende perchè stiamo parlando di qualcosa di molto importante qual è l’assistenza fiscale.

VT: Perchè importante?

GC: La nostra è una società estremamente sviluppata e ramificata, dove il peso dello Stato è cresciuto enormemente: pensioni, assistenza sanitaria e sociale, trasporti, energia, sicurezza, protezione del territorio nonchè i più disparati Enti Pubblici, solo per citare alcuni servizi.

VT: Che c’entra questo con il suo lavoro?

GC: Beh, dopo averli promessi, i Governi hanno l’obbligo di mantenere e finanziare questi servizi. Visto che in Europa ci si avvicina al 43% del PIL in tasse, la gestione degli incassi e la lotta all’evasione sono diventati primordiali per qualsiasi Ministero delle Finanze.

VT: Qui è dove si inserisce Lei: facendo pagare le tasse!

GC: Ecco, è questo il punto! Noi non siamo esattori, non facciamo pagare le tasse. Al contrario, conoscendo i meccanismi fiscali e le Leggi relative, operiamo come “cuscinetto” fra fisco e contribuenti con l’obiettivo di fare pagare il giusto, sia per essere coerenti con i concetti di ridistribuzione del reddito, sia per evitare al nostro cliente fastidiose ispezioni e rischi di sanzioni.

VT: E ci riesce?

GC: Meno di quanto vorrei! I nostri consigli sono trattati esattamente come quelli dei medici che invitano i loro pazienti a mangiare in modo più sano o a smettere di fumare. Tutti pensano che la malattia o l’ispezione toccherà a un altro!

VT: Questo cosa sta provocando?

GC: Che molti professionisti del settore hanno rinunciato a fare consulenza o a interessarsi della tutela dei clienti. Stanno addirittura nascendo uffici low cost dove tutto è standardizzato e ridotto al minimo servizio assoluto per offrire prezzi irrisori basati sulle quantità. Questo tipo di fiscalista si è ormai trasformato in un banale compilatore di modelli.

VT: Secondo Lei è un errore?

GC: Certamente! La scelta del professionista che si occuperà della gestione fiscale di una ditta, di una società o di un non residente che affitta immobili non può dipendere solo dal costo del servizio. La fretta nel gestire elevate quantità di pratiche porterà sicuramente il professionista ad errori che si trasformeranno per il cliente in imposte più alte o a rischi di sanzioni. Il nostro lavoro non si può fare bene se non gli si dedica un giusto e costoso tempo.

VT: Il suo discorso vale per qualsiasi luogo. Cambia qualcosa se lo riconduciamo alle Canarie?

GC: Sì! Quì è più difficile!

VT: In che senso?

GC: Nel Sud di Tenerife, dove operiamo, esiste uno stile di vita difficilmente riscontrabile in altre parti del mondo. Parlo della mancanza di stabilità. Basta ripercorrere la stessa strada un mese dopo per scoprire che alcuni negozi hanno cambiato insegna o sono chiusi.

VT: Sì, il mercato è molto vivo. Questo produce degli inconvenienti per il suo lavoro?

GC: Le faccio un esempio! Prenda un piccolo imprenditore che decide di aprire una Partita Iva in Italia. Chiede un appuntamento a due o tre commercialisti che lo ricevono immediatamente, increduli e felici dell’opportunità di potere acquisire un cliente nuovo. Gli spiegano come impostare la ditta, che tasse pagherà e gli lasciano un preventivo dei loro servizi. Il tempo dedicato a questo cliente potenziale, sarà ripagato dal fatto di assisterlo per anni.

VT: Che succede invece per Lei?

GC: Il nostro studio offre servizi a una clientela quasi esclusivamente italiana. Si tratta di decine di persone che ogni mese ci contattano con l’intenzione di trasferirsi, aprire attività o fare investimenti in quest’isola. Molti di loro poi non riusciranno a completare il proprio sogno, oppure rivenderanno poco tempo dopo, oppure ancora, si sposteranno in altre zone. In un caso o nell’altro, non possiamo sperare di avere clienti legati a noi per lungo tempo e per questo non possiamo comportarci come i nostri colleghi italiani.

VT: Questo è logico!

GC: Certo, è logico per Lei che vive qui da anni. Purtroppo i nostri connazionali che si trasferiscono dall’Italia credono di trovare in quest’isola un modo di vivere come quello che hanno lasciato, ma senza gli aspetti negativi. Arrivano convinti che compreranno le stesse cose a prezzi più bassi, che avranno la stessa qualità di servizi, ma pagandoli meno. Non c’è da far loro una colpa, le pubblicità delle agenzie o delle pagine web promettono proprio questo.

VT: Comincio a capire: deve sfatare miti!

GC: Io non posso limitare la mia attività alle gestioni fiscali e devo organizzare anche corsi informativi e consulenze, come se fossimo due uffici in uno. Non si tratta solo di spiegare come impostare la ditta o che tasse si pagano, occorre informare anche di quello che il nuovo arrivato non sa di avere bisogno di conoscere: i reali carichi fiscali e il rapporto fra prezzi e stipendi, gli svariati risvolti dell’essere residenti in un Paese straniero, le conseguenze fiscali del cambio, cosa succede ai contributi versati in Italia o come si tassano i beni là posseduti.

VT: Certo che non è facile…….!

GC: Già, devo assumere l’antipatico compito di chi infrange i sogni, però, in questo modo, evito spesso che si trasformino in incubi.

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