Quanto costa comprare un’auto a Tenerife?

VT: Ah, questo mese vuole parlare dei prezzi di mercato delle macchine sull’isola confronto a quelli italiani?

Giovanni Comoli: Assolutamente no!

VT: Quindi delle tasse spagnole sull’acquisto di un’autovettura?

GC: Neppure!

VT: Allora, dei costi per importare la propria auto dall’Italia?

GC: Nooo! Questo mese parliamo delle conseguenze di un’acquisto superficiale.

VT: Cioè, secondo lei una persona deve fare un’analisi accurata del mercato prima di comprare?

GC: Mi scusi se glielo dico così, ma oggi lei ha le “pile cariche”. Continua a fare una supposizione dopo l’altra. Non sarebbe meglio, invece, che si rilassasse e mi lasciasse spiegare?

VT: Ha ragione ma lei riesce sempre a sorprendermi con i suoi titoli.

GC: Beh, ci provo! Dunque, come lei sa, mi lamento sempre che “L’ufficio informazioni fiscali della spiaggia di Tenerife” sia la fonte da cui i nostri connazionali attingano le notizie per muoversi in quest’isola.

VT: Uhmm… non l’aveva mai chiamato così!

GC: Eh, bisogna rinnovarsi. Rende l’idea?

VT: Direi di sí! Parla ovviamente di tutte quelle affermazioni che girano nelle spiagge e nelle reti sociali a proposito delle regole fiscali, vero?

GC: Fiscali ma non solo! Mi stupisce vedere come, quando si deve fare una scelta, si preferisca di gran lunga la opzione che coincide con i nostri desideri, piuttosto che ricercare la verità da fonti attendibili.

VT: Però lei deve capire che non tutti sono esperti per cui a volte non li si può incolpare.

GC: Può darsi alcune volte, ma nella stragrande maggioranza dei casi vedo che la gente rifugge dalla realtà. Le Leggi, di qualunque genere siano, vengono approvate per rispondere ad esigenze logiche e di tutela dei cittadini. Se invece di ricercare questi aspetti, si considerano solo i limiti che ci vengono imposti, ecco allora giustificato il tentativo di interpretarle a nostro vantaggio.

VT: Mi fa un esempio?

GC: Difatti, oggi vorrei parlare delle conseguenze di non usare il senso critico quando, “in spiaggia” si ascoltano dei concetti sbagliati. Vorrei farlo proprio con l’esempio dell’auto.

VT: Che le ha fatto di male questo comodo mezzo di trasporto?

GC: Nulla, però il suo acquisto sta provocando molti problemi fiscali ai nostri connazionali.

VT: D’accordo, mi spieghi!

GC: Immagini un pensionato che vuole passare alcuni mesi l’anno a Tenerife e alla fine decide di comprarsi una casa. Subito dopo, nasce l’esigenza di muoversi: ha bisogno di un’auto. Si reca da un concessionario o da un rivenditore e questi gli chiede di portargli un “certificado de empadronamiento”. Si reca in Comune con l’atto di acquisto della casa e si iscrive per avere questo certificato.

VT: Quello che attesta il domicilio in un Comune dell’isola, no?

GC: No! Attesta la residenza!

VT: Come la residenza?

GC: Lei sa che in tutti questi anni di incontri mensili non ho mai usato nominare i titoli delle Leggi. Preferisco la logica e i confronti per fare capire i concetti.

VT: È vero!

GC: Bene, allora immagini una persona che vive a Milano e ha una seconda casa a Palermo. Se desidera comprare un’auto in questa citta di mare, che gli chiederà il venditore?

VT: …Il certificato di residenza!

GC: Certo! E quale gli porterà il compratore? Quello di Milano, per cui l’auto sarà immatricolata in questa provincia, oppure andrà al Comune di Palermo a iscriversi per poi trovarsi residente in questa città?

VT: Io credo che tutti si facciano ingannare dal nome: empadronamiento sembra molto diverso da residenza.

GC: È vero, però gli spagnoli non hanno un altro nome per identificare il certificato che attesta che vivono in un Comune. Inoltre, e quì interviene la logica, tutti sanno che con il certificato di “empadronamiento” si ha diritto agli sconti sugli aerei. Ora, se questo sconto è riservato ai residenti, perchè, indipedentemente dai nomi, non si collega l’iscrizione al Comune con la residenza in Spagna?

VT: Però ha parlato di conseguenze fiscali…!

GC: Il pensionato dell’esempio, dopo un paio di anni, decide di trasferire la residenza a Tenerife comunicandolo alla Polizia e all’AIRE. Si espone così automaticamente al rischio che il fisco spagnolo gli richieda il pagamento delle imposte sulla pensione per gli anni in cui risultava iscritto, come residente, in un Comune spagnolo.

VT: È una situazione ipotetica o capita davvero?

GC: Se potessi, le mostrerei le decine di notifiche ricevute dai nostri clienti negli ultimi diciotto mesi, cioè da quando l’interscambio di informazioni con l’Italia, permette a Spagna di conoscere con esattezza i dati delle pensioni su cui calcolare le imposte arretrate. Quasi sempre presentiamo ricorso però, soprattutto quando il pensionato passa parecchi mesi l’anno a Tenerife, ha la macchina, l’iscrizione in un Comune spagnolo, il cellulare spagnolo e usa i servizi sanitari di questo Paese, diventa molto difficile dimostrare che vive la maggior parte dell’anno in Italia. Molti hanno dovuto pagare imposte ben più alte del costo dell’auto.

VT: Ora ho capito perchè ha scelto quel titolo! Quindi un non residente dovrebbe astenersi dal comprare un’auto?

GC: L’auto è un bene mobile, che può provocare incidenti e morti. Per questo il proprietario è obbligato all’assicurazione. Però, l’auto può anche essere rubata e se il proprietario non è pronto a presentare denuncia perchè vive in altro Paese, rischia di diventare un complice. Quando più sopra sostenevo che le Leggi sono fatte per tutelare, intendo i casi limiti come questi. Alla fine dei conti, non è più semplice e sicuro affittare l’auto per i pochi mesi di soggiorno?

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