La Storia del Barbiere che faceva il Dentista

ViviTenerife: Di tutti i titoli che mi ha imposto, questo è il più strano!

Giovanni Comoli: Non mi dica che glieli ho imposti…! Eravamo d’accordo che io sceglievo il titolo e, di conseguenza, l’argomento.

VT: Certo, però sapesse quante volte in questi anni avrei voluto scegliere io di cosa parlare.

GC: Però lei fa le domande! Non le basta?

VT: Sì e a volte mi sono divertita a metterla in difficoltá.

GC: Me ne sono accorto!

VT: Quindi? Com’è la storia del barbiere che faceva il dentista?

GC: Comincia come tutte le storie con un “c’era una volta”! Una volta tutto era diverso. Ha avuto un grande successo il libro “Il Medico” di Noah Gordon e il successivo film al cui libro si è ispirato. In questo romanzo storico, nella prima parte, si descrive il mestiere di un “barbiere” del XI secolo. Questi era un itinerante “barbiere-giocoliere-medico” che passava per i paesini rurali dell’Inghilterra e, mentre attirava il pubblico con spettacoli di giocoleria, nel retro del palco riceveva le persone per estirpare i denti, sistemare fratture ossee e fornire un miracoloso elisir buono per guarire tutte le malattie.

VT: Sono passati quasi mille anni e per noi è impossibile capire come la medicina potesse funzionare così.

GC: In effetti non funzionava! La durata media della vita neppure arrivava alla metà di oggi.

VT: Giá! Crede che l’aumento della vita media sia dovuto alla specializzazione?

GC: Senz’altro! Oggi, nella medicina, abbiamo ben distinte le diverse figure professionali: medici di famiglia, chirurghi, dentisti, odontotecnici, fisioterapisti, dietisti, allergologi, tecnici di laboratorio, infermieri e psicologi. Questa specializzazione ha fatto sì che ognuno di questi professionisti si sia potuto preparare in un’unica materia, acquisendo nel tempo una profonda e completa esperienza.

VT: Capisco e sono d’accordo! Però, non credo che voglia parlare dei medici. Mi spiega perchè ha cominciato con questa storia?

GC: Come mi conosce! Mi serviva questo inizio per parlare della specializzazione e dell’esperienza che ne deriva. Nel settore sanitario abbiamo acquisito questo concetto e non ci sogneremmo mai di chiedere al medico di famiglia che ci estirpi un dente del giudizio.

VT: Per carità, meglio di no!

GC: Pertanto, mentre nel settore medico è chiaro per tutti che, per ottenere il migliore risultato, ci si deve rivolgere allo specialista adeguato, nel settore amministrativo siamo ancora al XI secolo.

VT: In che senso?

GC: Nonostante si viva in una società molto complessa, con una burocrazia estremamente intricata e Leggi che cambiano ogni giorno, la maggior parte delle persone pensa ancora di poter fare da sola nel settore immobiliare e dei servizi amministrativi e fiscali. Non ha ancora compreso che, rivolgendosi ad un professionista, otterrà la soluzione ai propri problemi con meno rischi e, spesso, con un risparmio. Soprattutto, non è chiaro quali sono le funzioni di ognuno di loro e i vantaggi che possono dare.

VT: Ci fa un esempio?

GC: Chi compra casa considera il Notaio come la figura professionale più importante. Eppure il suo ruolo si limita alla certificazione dell’avvenuto passaggio di proprietà. Non gli si può chiedere consigli e informazioni sulle conseguenze fiscali dell’acquisto o della vendita perchè, nonostante la sua buona volontà, non ha la preparazione adeguata nè la conoscenza della situazione globale del compratore. Tale situazione è in mano al proprio commercialista che bisognerebbe fare intervenire perchè è l’unico veramente in grado di consigliare per ottenere dei risparmi fiscali.

VT: E l’agenzia immobiliare?

GC: Un agente immobiliare passa almeno la metà del suo tempo visitando immobili e studiando il mercato. Nessuno meglio di lui potrà aiutare il compratore a trovare la casa adatta alle sue esigenze. Non utilizzarlo, pensando di evitarne il costo, vuole dire perdere delle opportunità, accontentarsi di quello che riusciamo a trovare da soli e rinunciare infine all’aiuto di chi potrebbe svolgere un’efficace trattativa commerciale. Allo stesso tempo, però, l’attività dell’agenzia è finalizzata esclusivamente al buon esito della compravendita e, a volte, non potrà tutelare efficacemente gli interessi contrastanti di compratore e venditore. È quindi fondamentale che questi ultimi si avvalgano dell’assistenza di un consulente o un avvocato esterno, figure professionali in grado di agire a totale beneficio del proprio cliente.

VT: Quindi sostiene che per una compravendita ci vogliano diversi professionisti!

GC: Così come, nel settore sanitario, abbiamo bisogno che ci visiti uno o più specialisti, nel settore immobiliare dobbiamo accettare che, affidandoci a diverse figure professionali, ognuna delle quali in grado di svolgere con competenza la sua parte di servizio, otterremo sicuramente risparmi e vantaggi.

VT: Molte persone fanno da se’!

GC: Dobbiamo renderci conto che siamo stranieri in questo Paese e che non conosciamo nè la lingua, nè i termini tecnici, nè le Leggi. Una della pratiche più complesse che seguiamo sono le successioni che, per loro natura coivolgono un Notaio e alcuni Uffici Pubblici di Italia, oltre ad un Notaio e altri Uffici Pubblici in Spagna. Nonostante questa difficoltà, molti connazionali cercano di farlo da soli, incorrendo spesso in atti italiani stipulati senza le formalità obbligatorie in Spagna, con conseguenti viaggi a vuoto fra i due Paesi. Basta investire poche centinaia di euro per avere la nostra assistenza ed evitare questi inconvenienti.

VT: A conclusione?

GC: Una buona notizia: nelle Canarie, che per noi italiani è un Paese straniero, avere al proprio fianco un professionista esperto costa molto meno del più piccolo degli inconvenienti che si possono correre e meno del minore dei risparmi che probabilmente si otterranno. In poche parole, anche se può sembrare più conveniente il “fai da te”, alla fine dei conti, è molto più costoso.

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