..Ma chi l’ha detto che in Spagna si pagano poche Tasse? (seconda parte)

VT: Dove eravamo rimasti?

Giovanni Comoli: Ah, già! La seconda parte!

VT: È la prima volta che ci capita di fare l’intervista a puntate.

GC: Non è una cosa che decido io! È lei che tutte le volte mi parla del numero di parole, di lunghezza del testo e di coincisione. Se fosse per me, avrei sempre molte più cose da dire.

VT: Già, e così annoierebbe i lettori! Se le fisso dei limiti è perchè il testo risulti più leggero. Non penserà mica di dovere tenere delle lezioni?

GC: No, però a volte mi manca spazio. Vorrei dire di più, però ha ragione lei: semplicemente ci si deve limitare a “sfiorare” gli argomenti, senza approfondirli troppo.

VT: Non si senta frustato. Chiunque scriva in un giornale ha lo stesso problema. A proposito, perchè non scrive un libro? Avrebbe meno limiti.

GC: Non è una cattiva idea! Ci penserò!

VT: Andiamo avanti?

GC: Sì! Abbiamo sospeso l’intervista del mese scorso accennando all’imposta patrimoniale.

VT: Mi sorprende che esista questa imposta! Quando e chi la deve pagare?

GC: Si presenta con gli stessi tempi della dichiarazione dei redditi annuali di maggio/giugno….

VT: Il famoso modello 100.

GC: Certo, il famoso modello 100! Devono presentare il modello 714 per il pagamento delle imposte patrimoniali, tutte le le persone che alla data del 31 dicembre dell’anno precedente possedevano un capitale netto a partire dai 700.000,00 €.

VT: Quando parla di capitale, intende soldi?

GC: No, conta tutto quello che una persona in Spagna, come nel resto del mondo: immobili, investimenti, auto e addirittura gli oggetti d’arte ed i gioielli. Si parla di capitale netto, perchè dalla somma totale si possono detrarre gli eventuali debiti, come, per esempio, i mutui ipotecari.

VT: Si paga molto?

GC: Si tratta di una percentuale proporzionale al capitale posseduto. Però, dobbiamo tenere presente che si tratta di un’imposta regionale e ogni Regione può stabilire in autonomia esenzioni o abbattimenti dell’imponibile. Pertanto, a secondo di dove viva una persona, lo stesso capitale può comportare imposte differenti o, addirittura, la loro esenzione.

VT: Ho capito!

GC: Come vede, anche la Spagna deve applicare imposte per potere offrire servizi ai contribuenti. Fra l’altro, i redditi sono quasi sempre considerati nel loro insieme e fanno cumulo, mentre in Italia molti redditi hanno tassazioni separate con aliquote fisse. Secondo lei, chi favorisce questo meccanismo?

VT: Non le avevo detto che io non rispondo a domande?

GC: Su, faccia la brava! Per una volta….!

VT: Tutte le volte che mi ha fatto rispondere, mi ha messo in un trabocchetto.

GC: Va bene! Chiariamo il concetto della tassazione separata con un semplice esempio.

VT: Oh, bene! Faccia il suo lavoro!

GC: Immagini due colleghi di lavoro con lo stesso stipendio che pagano, per esempio, il 20% di imposte. Che succede, però, se uno dei due affitta un’immobile raddoppiando i suoi redditi? Se fossero in Italia, il secondo pagherebbe la cedolare secca sull’affitto e continuerebbe a pagare il 20% sullo stipendio. In Spagna, invece, i due redditi si sommerebbero e verrebbero tassati entrambi ad un’aliquota ben più alta di quel 20%. In questo modo, il collega che ha guadagnato il doppio, pagherebbe più imposte anche sullo stipendio.

VT: Scusi, ma da quello che dice sembra che in Spagna si paghi molto. Invece la sensazione è che non sia così.

GC: Certo, perchè ci sono diverse detrazioni che permettono di abbassare l’imponibile e poi, le aliquote fiscali sono più contenute sui redditi bassi. Inoltre, il sistema spagnolo concede detrazioni fisse uguali per tutti che danno un beneficio maggiore a chi guadagna poco.

VT: Questo vuole dire che, in Spagna, chi ha redditi alti paga molte più tasse?

GC: Questo è il vero nocciolo della questione! Quello che io sostengo è che non si può mai generalizzare. Ogni Paese ha un sistema fiscale differente dovuto alla sua storia. In alcuni Stati, la situazione di un contribuente gli darà dei vantaggi, in altri lo penalizzerà.

VT: Quindi, come fanno a capire i nostri lettori se è conveniente per loro spostare la propria residenza in Spagna?

GC: Posso dirle una cosa fra di noi? Vivere alle Canarie può essere un’esperienza piacevole e molto gradevole, purchè si accettino usi e costumi diversi. Mi sembra, però, molto triste che ci si trasferisca quì solo alla ricerca di un risparmio fiscale. Ci sono molti altri valori da considerare, come la salute, il livello di vita, la sicurezza e il clima.

VT: Ha ragione, però ci sono anche tante situazioni per le quali una persona si trova obbligata, suo malgrado, a dovere fare dei conti.

GC: Sono d’accordo! In quei casi, queste persone devono informarsi in modo approfondito per avere un quadro generale e completo, senza lasciarsi affascinare da invitanti slogan.

VT: Vuol dire qualcos’altro per concludere?

GC: Certo! Anche se tutti si lamentano sempre, forse per alcune persone, l’Italia è molto più generosa di quanto si pensi.

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